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Cristiano

Stati Uniti - Parte III

(commento di Cristiano)

 

Viaggio nel West 
Pagina Uno | Due | Tre | Quattro

LAS VEGAS
Dal deserto, la città appare come una vera lampadina che si accende nel buio della notte; è incredibile il contrasto tra l'oscurità che la circonda e lo sfavillare di luci e lucette varie che fa di Las Vegas sicuramente una città mitica, unica al mondo.
Quello del soggiorno non è certo un problema qui; se si vuole risparmiare fino all'osso (8 -10$ a persona), ci si può accontentare di uno dei numerosi motel che circondano la città (ce n'è uno gestito da una signora italiana proprio di fronte al Luxor); naturalmente non ci sono troppe comodità, ma camere e bagni sono pulite e, d'altronde, a Las Vegas solo di una cosa non si può fare a meno: di un condizionatore (ASSOLUTAMENTE necessario, specie di giorno, quando il sole picchia non poco).
Se poi non ci si accontenta ma si vuole qualcosa in più, i mega alberghi a tema che caratterizzano la città sono tutti disponibili ad un prezzo inferiore a quello che si potrebbe apparentemente pensare (anche 25, 30$ - a meno che non scegliate pacchetti di soggiorno particolari tipo extra-lusso); d'altronde l'intento è chiaro: attirare il più possibile i clienti con prezzi popolari, per poi "succhiar loro il sangue" con i casinò.

La città è strutturata molto semplicemente: la via principale, il Las Vegas Boulevard, la cosiddetta "strip", ne rappresenta il cuore pulsante. E' una strada rettilinea ai lati della quale sorgono tutti gli alberghi, le sale di gioco, i locali principali; un autobus fa su e giù da un albergo all'altro, ma la strada è lunga poco più di qualche chilometro ed è possibile, nonché consigliabile, farsela tutta a piedi.

In merito alle attrazioni, beh, qui a Las Vegas c'è solo l'imbarazzo della scelta; se volete farvi un giro su qualche giostra, imperdibile è quella posta alla cima della Stratospehere Tower, una montagna russa situata ad un centinaio di metri di altezza (tanto per aggiungere brivido a brivido); la fila è tanta, ma l'effetto è garantito (in alcuni momenti si è letteralmente sospesi nel vuoto).

Per i più giovani (cioè coloro che non possono entrare nei casinò) c'è un una mega sala giochi proprio vicino al MGM Grand, uno degli alberghi più grandi (3 piani pieni di ogni videogioco possibile ed immaginabile: da delirio).

Per gli amanti della trasgressione ci sono poi locali per tutti i gusti (noi non abbiamo provato, ma durante le nostre passeggiate per la città abbiamo ricevuto proposte di ogni tipo, una cosa pazzesca, oltre che abbastanza squallida e volgare).

Ma, è chiaro, Las Vegas è la città del gioco; si gioca dovunque, nei bar, nei locali e, naturalmente, nei mega alberghi, ognuno con una propria caratteristica: tanto per citarne qualcuno ricordiamo, oltre al Luxor (con la già citata piramide ed una sfinge a grandezza naturale all'ingresso), il MGM Grand (caratterizzato da una cascata all'ingresso ed un lunghissimo corridoio centrale, strapieno di centinaia tra macchinette, slot-machine e tavoli, tutti rigorosamente pieni), il Bellagio (con un laghetto artificiale che ogni tanto genera degli spettacolari giochi d'acqua), l'Excalibur (ispirato all'epoca medioevale), il Venezian (caratterizzato da perfetta ricostruzione del Canal Grande, del ponte dei sospri e con un annesso Museo delle Cere), il Caesar's Palace (a mio parere il più bello di tutti, spettacolare con il suo stile ispirato all'antica Roma) e poi ancora il Paris, il Tropicana, lo Stardust, l'Imperial, il Sahara, il New York, il Flamingo, il Mandala Bay e tanti altri ancora, ognuno con la propria caratteristica, ognuno particolare, tanto che è impossibile soffermarsi su tutti. Noi li abbiamo visti, abbiamo girato (per quanto possibile in due giorni), abbiamo giocato (il sottoscritto si è portato a casa 94$), ma, soprattutto, ci siamo divertiti come pazzi.
Siamo nel regno del kitch (e, a volte, del cattivo gusto, diciamolo pure), ma è indubbio che tutto è così faraonico, così grande che non si può non rimanere affascinati di fronte a questa città unica al mondo.

Las Vegas è stata definita la città che non dorme mai: è verissimo! Negozi aperti 24h su 24, traffico alle 4 di notte come neanche al centro di Roma all'ora di punta.
A Las Vegas, tanto per farvi capire il concetto di vita di questo posto, ci si può sposare in un battibaleno; basta presentare una specie di autocertificazione e scegliere il tipo di cerimonia preferita (ce ne sono di tutti i tipi, per tutti i gusti e a tutti i prezzi).
Qui, il gioco, oltre ad essere lecito (il Nevada è uno dei pochi stati che ha legalizzato il gioco d'azzardo) è anche la principale fonte di reddito; l'ingresso nei casinò è totalmente libero, non ci sono controlli né vi è la necessità di un abbigliamento particolare (c'era gente in sandali e bermuda); l'ingresso è interdetto solo ai minori di anni 21, ma, a meno che non siate dei bambini, difficilmente vi verranno a chiedere dei documenti per controllare l'età.

Ma a Las Vegas occorre anche andare con i piedi di piombo: le occasioni di divertimento, come detto, sono tante, ma sono tante anche le tentazioni. Le macchinette ed i tavoli da roulette sono un richiamo irresistibile e a non regolarsi si rischia di rimanere (letteralmente) spennati; attenzione inoltre a qualche ragazza all'interno dei casinò che vi faccia "l'occhiolino dolce"; il più delle volte (anzi, quasi sempre) non è il vostro fascino maschile ad attirarle, ma ben altro; sono anch'esse un optional messo dal casinò a vostra disposizione (per la serie: non vi facciamo mancare proprio niente), naturalmente con aggravio di spesa.
Insomma, l'unico consiglio che mi sento di dare è questo: godetevi la città ma non fatevi da essa ingoiare. La giostra gira sempre e, alla fine, si rischia di perdere veramente la testa (e non solo quella).

[ continua ]



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