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GOLDEN GATE
Non so se il Golden
Gate sia il ponte più bello del mondo, come qualcuno dice; certamente è
il simbolo di San Francisco, praticamente visibile da ogni punto della
città (tranne nei giorni di nebbia fitta, durante i quali si vedono a
malapena gli enormi piloni di sostegno) e merita non una semplice
visita, ma una lunga passeggiata, magari preceduta da una breve visita
al piccolo museo a cielo aperto nelle sue immediate vicinanze, museo in
cui è sita la statua del costruttore, un marmo che ne ricorda la storia,
una copia del decreto con cui si dava il via alla costruzione del ponte
ed un "campione" di ferro uguale ai migliaia di cui il ponte è composto.
Lungo un chilometro e mezzo circa ha sui lati due ampi marciapiedi che
permettono di tutto: jogging, corse sulle bici (di cui è possibile il
noleggio), sui pattini o semplici e salutari passeggiate a piedi. Di
notevole impatto le foto che vi si possono fare, soprattutto perchè da
diversi punti del ponte (mi si perdoni il gioco di parole) è possibile
vedere una panoramica del centro di San Francisco, con i suoi
grattacieli e, soprattutto, con i suoi saliscendi; insomma l'ideale per
delle foto e delle riprese di grande impatto visivo.
Anche qui vale il discorso del vento, soprattutto quando si arriva al
centro del ponte, dove il vento che tira, unito allo spostamento d'aria
dei mezzi che passano, è veramente fastidioso (occhio ad eventuali
cappelli, volano come se nulla fosse).
Piccoli fastidi a parte, il luogo è veramente incantevole ed il panorama
mozzafiato.
Da non perdere ASSOLUTAMENTE.
DOWNTOWN
Come detto la città
è splendida, ed ancor più bella appare visitandola a piedi. Il centro
della città è caratterizzato (com'è tutte le grandi città degli Stati
Uniti) da molti grattacieli, il più importante dei quali è certamente il
Pyramid Centre, la cui forma piramidale lo rende perfettamente
riconoscibile anche a lunga distanza. In alcuni di essi è anche
possibile salire per godere di vedute stupende (chiedere sempre il
permesso al personale all'entrata; per i turisti vi sono ascensori
speciali). Assolutamente sconsigliato a chi soffre di vertigini.
Una visita è d'obbligo anche al Mall Business Centre nei cui primi piani
è situato un enorme centro commerciale; come ho già detto, però, occhio
ai prezzi (a Frisco non scherzano).
Per gli amanti delle tradizioni orientali, da vedere è il caratteristico
quartiere di Chinatown, dove, naturalmente, il mondo sembra
letteralmente cambiare e, alle moderne costruzioni americane, si
sostituiscono tipiche architetture cinesi; anche qui le possibilità di
acquisto sono molto vaste, con un occhio particolare, naturalmente, a
tutto ciò che richiama le bellezze del misterioso e lontano oriente.
Per gli italiani che dovessero sentire nostalgia del proprio paese, che
avessero voglia di scambiare quattro chiacchiere nella propria lingua
madre o, più semplicemente, mangiare i cari, vecchi "italian spaghetti",
è d'obbligo una passeggiata lungo la Columbus Avenue, una sorta di
Little Italy dove è possibile comprare giornali, vedere canali tv
italiani, e via dicendo. Qui sembra di tornare momentaneamente a casa,
ma attenzione però! La voglia di mangiare qualcosa di decente (perché
gli States saranno pure fantastici, ma sotto il profilo culinario è
meglio stendere un velo pietoso) potrebbe costarvi molto caro.
Alcuni dei miei compagni di avventura, invitati da un valente emigrante
salernitano nel suo ristorante (chissà come, ma noi italiani, che siamo
tali, sembra che ce lo abbiamo scritto addosso) con il miraggio di un
pranzo finalmente decente, si sono ritrovati con un conto di circa 85$
(a testa), per un primo, un secondo a base di carne, con contorno di
patate al forno e acqua; perciò…occhio al listino prezzi (che non tutti
i ristoranti espongono), ma soprattutto, occhio alle fregature (perché
tale è parsa, l'unica del viaggio, perdipiù data da un nostro
connazionale).
Tornando alla città è poi possibile fare un giro approfondito, salendo
su uno degli splendidi e caratteristici tram che ne percorrono le
strade; se poi, come detto, avete la voglia (e la forza, poiché, alla
lunga, vi assicuro che i continui saliscendi si fanno sentire) di
camminare, allora è quello il modo migliore per apprezzarne appieno
tutte le bellezze.
ALCATRAZ
Alzi la mano chi
non ha mai sentito parlare di Alcatraz, la Roccia; credo che ben pochi
non conoscano il carcere più famoso della storia, grazie anche ai
numerosi film ambientati in questo luogo che senz'altro hanno
contribuito ad aumentarne la fama.
L'isolotto che ospita il carcere è situato a neanche un miglio dalla
città ed è facilmente raggiungibile grazie ad un apposito servizio
traghetti (ne parte uno ogni mezz'ora); il problema è che a tale
facilità si contrappone una difficoltà nel rimediarne i biglietti.
Le corse devono essere prenotate almeno qualche settimana prima, se non
mesi (tanto per far capire il livello turistico del luogo) e, per chi,
(come noi) ne fosse sprovvisto, l'unico modo per non perdere l'occasione
per una visita del posto era (ed è) la corsa delle 12.15, l'unica
riservata ai turisti del giorno stesso; rientrare tra quei magnifici 200
che il traghetto può contenere non è affatto semplice e siamo stati
costretti ad una levataccia per essere alla biglietteria (situata al
molo n. 41) alle 6.00 del mattino (apertura botteghini ore 8.30)…..e
c'era già così tanta gente che per poco non rimanevamo fuori…..
Arrivati sull'isolotto, dopo aver ascoltato un breve discorso
introduttivo sulla storia del luogo e dopo un giro dell'isola, siamo
entrati nel carcere e, grazie ad una cuffia con una voce registrata
(nella lingua desiderata) come guida, ne abbiamo fatto una visita
approfondita: passo passo, abbiamo così visto alcune celle, entrando
dentro alcune di queste (piccolissime; a pensare che lì dentro c'era
gente che ci passava anni, per quanto chi vi entrasse non era certo uno
stinco di santo, vengono i brividi), per poi passare alle cucine, il
cortile in cui si poteva fare l'ora d'aria (un vento fortissimo), la
biblioteca, le celle di personaggi "famosi" come Robert "Birdman" Stroud
e Al Capone, le celle d'isolamento, la cella dove sono state uccise due
guardie in un tentativo di rivolta ed altro ancora.
La visita è senz'altro suggestiva, il posto non può non essere visto
e…….vale sicuramente l'alzataccia.
Tra l'altro abbiamo scoperto che, per molti versi, la fama di Alcatraz,
è anche immeritata; le condizioni del posto erano di certo molto dure,
il carcere era di massima sicurezza, ma il cibo, per esempio, era di
prima qualità, ed inoltre ai detenuti era garantito un efficiente
servizio di assistenza sanitaria (come dire…..a parte la cella 2x3 con
bagno accanto al letto, una umidità paurosa, la luce fioca, un'ora di
sole al giorno…in fondo non si stava poi così male).
Una curiosità: forse non tutti sanno che sull'isolotto di Alcatraz c'è
un piccolo albergo, dove è possibile soggiornare per un massimo di due
notti; sia ben chiaro, però, che sull'isola, a parte il carcere e
qualche costruzione (molte delle quali distrutte da un pauroso incendio
negli anni '70), non c'è assolutamente nulla.
Abbiamo così concluso la nostra visita a San Francisco con questo
amletico dubbio: ma uno che ci stà a fare per 3 giorni e 2 notti ad
Alcatraz?
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